Il porto Alti Fondali di Manfredonia intende vivere una nuova stagione di crescita e rilancio infrastrutturale grazie all’impegno congiunto di istituzioni e imprese private. L’avvio dei lavori di rimozione dei vecchi nastri trasportatori inutilizzati, annunciato all’inizio di aprile 2025, segna un passaggio simbolico ma concreto verso questo obiettivo, destinato a rafforzare il proprio ruolo strategico nella logistica portuale e intermodale del Sud Italia. Le operazioni in corso sono il primo tassello di un processo di riqualificazione che coinvolge direttamente due aziende associate a Confapi, da anni radicate nel contesto portuale di Manfredonia: Sidap e Agenzia Marittima de Girolamo.
Le due imprese operano su una superficie complessiva di circa 50mila metri quadrati, di cui un terzo costituito da depositi e altre aree coperte. Qui si svolgono attività che comprendono formalità doganali, controlli sanitari e portuali, ma soprattutto la movimentazione di ogni tipo di merce, dalle rinfuse secche ai liquidi, dalle merci in colli fino a impianti industriali complessi. In un’ottica di intermodalità sempre più spinta, Sidap e Agenzia Marittima de Girolamo svolgono un ruolo centrale nella gestione dei flussi in entrata e in uscita: carico e scarico delle navi, trasporto fino ai magazzini, confezionamento, e distribuzione fino alla destinazione finale. La capacità di ricezione supera le 200 tonnellate all’ora per le merci alla rinfusa e in colli, mentre per le merci da insaccare si raggiungono le 60 tonnellate/ora.
Accanto all’iniziativa privata, s’inserisce il programma d'investimenti promosso dal Consorzio Asi di Foggia e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, considerato da Confapi Foggia una premessa fondamentale per il futuro del porto. L’obiettivo comune è rendere Manfredonia un punto nevralgico per la logistica non solo della Capitanata, ma anche per regioni limitrofe come il Molise, la Basilicata e l’Irpinia.
Tuttavia, come sottolinea la presidente di Confapi Foggia, Paola Parisi, affinché questi investimenti abbiano un impatto reale è indispensabile il coinvolgimento attivo di quelle imprese che già operano con successo all’interno dello scalo. Un esempio eloquente è rappresentato dal contributo offerto da Sidap e dalla famiglia de Girolamo nella logistica dei componenti per l’eolico: le loro aree sono state recentemente impiegate per lo stoccaggio delle pale eoliche del gruppo Vestas, leader mondiale nella produzione di aerogeneratori.
Nel quadro di uno sviluppo portuale integrato, particolare rilevanza assume il progetto di riattivazione del raccordo ferroviario, considerato essenziale per collegare efficacemente le aree portuali e retroportuali alle principali direttrici di trasporto adriatiche e tirreniche. Questo intervento consentirebbe di potenziare la catena logistica, riducendo i tempi di movimentazione e ampliando il bacino di utenza del porto. Confapi Foggia ha ribadito il proprio impegno a supporto di tutte le iniziative pubbliche e private tese a valorizzare questa infrastruttura strategica.