Il 19 febbraio 2025 segna la fine della parabola di Nikola, una delle prime imprese sorte negli Stati Uniti per progettare e produrre veicoli industriali elettrici. Dopo un anno funestato da problemi finanziari, la società ha presentato domanda di bancarotta secondo la procedura Chapter 11 e ora cercherà di vendere i suoi assetti, tra cui le tecnologie per camion elettrici. Il documento presentato al Tribunale del Delaware mostra debiti per 98 milioni dollari e fino all’ultimo la società ha cercato investitori, che però non si sono materializzati.
Eppure sul versante commerciale le cose non stavano andando così male. La società ha dichiarato che nel secondo trimestre del 2024 ricevette 72 ordini per il suo modello a idrogeno, cifra salita a 88 unità nel terzo trimestre. Nikola ha anche esteso la rete di concessionari e la sua struttura di rifornimento d’idrogeno Hyla. Prima, però l'incendio di alcuni suoi camion a batteria impose una sospensione delle vendite e un danno d’immagine.
Secondo gli analisti, la bancarotta di Nikola dipende da diversi fattori. A fronte di una domanda ancora limitata, la società ha dovuto affrontare costi molto elevati per la progettazione e la costruzione dei veicoli, consumando così molto rapidamente i finanziamenti raccolti. Poi ci sono stati problemi al vertice, con frequenti cambi e con la condanna per frode del fondatore Trevor Milton, avvenuta quando non era più nella società ma che comunque ha minato la reputazione dell’azienda.
Nikola ha anche intrapreso la via delle alleanze. Nel 2019 avviò una stretta collaborazione con Iveco per sviluppare camion elettrici in America ed Europa, tramite anche una joint-venture per camion a celle a combustibile e batterie. Nel 2021 le due società iniziarono una piccola produzione del Nikola Tre nello stabilimento di Ulm, un trattore stradale elettrico che utilizzava cabina Iveco e che venne consegnato a un gruppo di clienti selezionati degli Stati Uniti. Allo Iaa 2022 di Hannover annunciarono la vendita del Nikola Tre a batteria e presentarono un prototipo a idrogeno. Ma l’anno successivo avvenne il divorzio consensuale, con l’accordo che Nikola avrebbe proseguito l’attività negli Stati Uniti e Iveco avrebbe acquisito l’intera proprietà della joint-venture europea, che prosegue l’attività a Ulm.