Amazon ha annunciato il 31 marzo 2025 la ripresa delle consegne con il drone MK30, interrotte temporaneamente nei mesi precedenti per effettuare una serie di aggiornamenti tecnici. Il servizio, attivo nei sobborghi di Phoenix (Arizona) e a College Station (Texas), aveva permesso di sperimentare in condizioni operative reali la nuova generazione di droni per la distribuzione di pacchi, offrendo al colosso del commercio elettronico dati preziosi sull’interazione tra tecnologia e ambiente reale. La notizia della ripresa dei voli conferma la volontà di Amazon di puntare sulla consegna aerea automatizzata come parte integrante della propria rete di distribuzione. Amazon precisa che l’approvazione della Federal Aviation Administration dimostra di aver superato il banco di prova della sicurezza.
Il progetto di consegne con drone Prime Air si muove in un contesto di regole ancora in evoluzione. A differenza del trasporto aereo tradizionale, i droni non hanno procedure consolidate su cui basarsi. Per questo Amazon dichiara di avere scelto un approccio prudente: prima di proseguire con le consegne, ha deciso di sospendere volontariamente i voli per migliorare ulteriormente il sistema. La decisione è arrivata dopo alcune osservazioni operative, come nel caso delle polveri sottili rilevate nell’aria secca dell’Arizona, che in rarissimi casi possono influenzare i sensori di altitudine. L’azienda afferma che nessun evento di sicurezza è stato registrato, ma responsabili del programma precisano che "la sicurezza è e sarà sempre la priorità".
Lo sviluppo del drone MK30 ha seguito un processo di verifica che ha portato l’apparecchio a superare 5.166 voli di prove, per un totale di 908 ore in aria. Queste prove hanno incluso simulazioni di guasti, interferenze ambientali e ostacoli imprevisti. Per farle sono state svolte simulazioni con giocattoli trainati con una corda per imitare ostacoli in movimento, test con elicotteri lanciati verso il drone per verificarne la capacità di rilevamento e manovra evasiva, fino alla creazione di modelli 3D del territorio per la pianificazione autonoma del volo. Tutti gli scenari ipotizzabili sono stati esplorati, dal guasto improvviso del motore, al blocco del computer di bordo con passaggio su un sistema secondario, fino ai controlli su come il drone reagisce alla presenza di oggetti o persone nella zona di atterraggio.
Per compensare l’assenza di linee guida storiche nel mondo dei droni, Amazon ha attinto da settori con maggiore esperienza: l’aviazione civile, l’industria automobilistica e persino gli standard militari. Tra i riferimenti tecnici utilizzati c’è la norma Arp4761, normalmente applicata agli aeromobili, adattata però alla scala e alle caratteristiche di un drone per consegne. L’obiettivo dichiarato da Amazon è “superare le richieste normative, non semplicemente soddisfarle”. Come ha spiegato Phil Hornstein, responsabile della sicurezza dei sistemi Prime Air, “vogliamo stabilire e rispettare una soglia di sicurezza più alta di quella richiesta dai regolatori”.