A marzo 2025, i vertici delle principali associazioni dell’autotrasporto della Germania (Bgl), della Francia (Fntr) e di Danimarca, Norvegia e Svezia (rappresentati da Nla) si sono incontrati a Bruxelles per sottoporre alla Commissione Europea e al Parlamento una serie di richieste concrete per garantire la sostenibilità e la competitività del comparto. Tre i temi su cui si è concentrata la delegazione: l’emergenza legata alla carenza di autisti, la necessità di investimenti mirati nella transizione energetica e, soprattutto, un’applicazione più rigorosa del Primo Pacchetto Mobilità, con particolare attenzione alla possibilità di reintrodurre l’obbligo del rientro dei veicoli industriali nello Stato in cui ha sede l’azienda ogni otto settimane (che però è stata recentemente ritenuto illegittimo dalla Corte di Giustizia Europea).
La delegazione – composta da Florence Berthelot (Fntr), Erik Østergaard (Nla) e Dirk Engelhardt (Bgl) – ha chiesto alla Commissione Europea di verificare con attenzione gli effetti della soppressione dell’obbligo di rientro periodico dei veicoli, misura originariamente introdotta per contrastare le cosiddette "aziende con cassetta postale", che operano in Paesi con costi più bassi senza vera attività locale. Secondo i rappresentanti delle associazioni, sarebbe necessario reintrodurre questa regola nel caso in cui si riscontrasse un ritorno a pratiche elusorie. L’obiettivo dichiarato è assicurare che il Primo Pacchetto Mobilità non rimanga sulla carta, ma sia applicato con efficacia, contribuendo a ristabilire condizioni eque di concorrenza tra gli operatori.
Un altro tema caldo affrontato nel corso degli incontri – avvenuti con parlamentari europei come Christophe Grudler, Marianne Vind e Asger Christensen, e con Magda Kopczynska, direttore generale della DG Move – è la grave carenza di autisti. Le sigle propongono una revisione della direttiva sulle patenti di guida per agevolare l’ingresso dei giovani nella professione, rendendola più accessibile e attraente. Tra le proposte c’è anche la possibilità di consentire ai conducenti in pensione di lavorare a tempo parziale, contribuendo così a colmare almeno parzialmente la carenza occupazionale.
Anche la transizione verso un trasporto a basse emissioni è stata al centro delle discussioni. Le tre associazioni hanno sottolineato l’urgenza d’istituire un fondo europeo dedicato agli investimenti nell’infrastruttura di ricarica, così da accelerare il passaggio ai veicoli a zero o basse emissioni. Particolare rilievo è stato dato ai carburanti rinnovabili, che secondo i rappresentanti dell’autotrasporto devono essere considerati una soluzione complementare e immediatamente praticabile. È stata inoltre richiesta una revisione tempestiva degli obiettivi di riduzione di CO2 per i nuovi camion, in modo da garantire al mercato il tempo e gli strumenti per adattarsi in modo sostenibile.