Il 2024 è stato segnato da diverse proteste di conducenti in tutta l’Unione Europea. Dal caso Agmaz allo sciopero individuale di un autista Hoptrans, dalla condanna per sfruttamento inflitta ad Hegelmann alle confische all'olandese Trucks Banden Koning e senza dimenticare il tour del Trucktuttonero, organizzato dal sindacato Ugl e dall’Associazione Willy per sensibilizzare opinione pubblica e politica sulle reali condizioni di lavoro di chi ha fatto della guida di veicoli industriali la propria professione. Per comprendere meglio la situazione, abbiamo chiesto aiuto ad un autista reclutato ad oltre seimila chilometri dall’UE e che oggi guida sulle strade di tutto il continente. Per proteggere la sua identità ed evitargli problemi o ritorsioni di qualsiasi tipo, abbiamo garantito la pubblicazione delle dichiarazioni in totale anonimato, per lo stesso motivo non riveleremo nemmeno la sua provenienza precisa né il nome del suo datore di lavoro. L’intervista ha avuto luogo nella mattinata di sabato 4 gennaio 2025, mentre l’autista si trovava nell’Europa centrale in una piazzola di sosta in attesa della fine del blocco della circolazione per i mezzi pesanti.
Dove ti trovi in questo momento?
Sono in una piazzola di sosta. Resterò qui fino a martedì mattina, quando terminerà il blocco. Sarà un weekend lungo.
Che cosa farai per tutto questo tempo?
Niente, aspetto. Posso solo aspettare. Sono le 12.00 e mi sono appena svegliato, sono arrivato qui stanotte. Ci sono altri autisti nell’area ma non conosco nessuno, non ci sono altri colleghi della mia azienda. Aspetto che arrivi l’ora di rimettermi in marcia.
Da quanto tempo sei sul camion?
Ho iniziato a guidare nel mese di giugno 2024 e da allora non mi sono mai fermato. Cucino e mangio qui. La piazzola in cui sono adesso è ben fornita, ci sono le docce e si sta bene. Però è una vita difficile, la casa ti manca. La casa è sempre la casa, lì mi aspettano mia moglie e mio figlio.
Non hai giorni di riposo o di vacanza?
I giorni di riposo sono quelli tra un carico e l’altro. Mi riposo quando finisco le ore di guida o quando ci sono blocchi del traffico, come adesso. Non ho un luogo per riposare, mi fermo quando è necessario e sempre in un posto diverso. Le soste non sono calcolate, ti fermi quando è necessario. Ovunque tu sia, ti fermi e riposi. Il mio riposo è qui sul camion. Quando lavoravo nel mio paese potevo tornare dalla mia famiglia molto più spesso, ora invece è qui che passo il mio tempo libero.
Come sei arrivato in Europa? Sei stato reclutato da un’agenzia?
Si, un amico mi ha messo in contatto con un’agenzia. Parlavo con una donna, inizialmente solo su whatsapp. Mi hanno spiegato che in Europa servivano autisti e che le condizioni di lavoro erano molto buone. Non mi hanno chiesto soldi e non ho pagato questa agenzia, ho dovuto pagare solamente per il rilascio del mio permesso Visa e dei documenti per poter lavorare in Europa. Anche il volo è stato a mio carico. Ho iniziato a parlare con l’agenzia nel dicembre del 2023 e ci sono voluti alcuni mesi prima che potessi arrivare in Europa. L’agenzia mi ha comunicato una data entro cui sarei dovuto essere a disposizione, per cui mi sono organizzato con il volo. Sono arrivato in Polonia e avrei dovuto lavorare lì, poi però i piani sono cambiati e mi hanno mandato in Lituania. Una volta arrivato, sono stato un mese negli uffici dell’azienda in attesa di tutti i documenti, della carta del cronotachigrafo e dei permessi.
Ti hanno parlato dello stipendio che avresti percepito in Europa?
Si. Mi hanno detto che le condizioni erano molto buone. Per un mese avrei lavorato in affiancamento a un autista professionista e per questo periodo avrei ricevuto una paga di 45 euro al giorno per ogni giorno di guida. A partire dal secondo mese, la paga sarebbe diventata di 75 euro al giorno e dopo tre mesi avrei dovuto ricevere 85 euro al giorno.
Queste promesse sono state mantenute?
No. Innanzitutto non c’è stato nessun periodo di affiancamento. Sono arrivato in Europa con un gruppo di altri autisti, in totale eravamo dieci, tutti reclutati allo stesso modo. Non abbiamo lavorato con un autista senior ma siamo stati divisi tra noi su cinque camion, a gruppi di due. Nessuno di noi aveva esperienza di guida in Europa, alcuni non parlavano neanche l’inglese. Ci hanno dato le chiavi del camion e siamo partiti, molto semplicemente. Non è stato facile, le strade qui sono molto diverse rispetto al mio paese. In più lo stipendio non è mai arrivato a 85 euro al giorno ma nemmeno a 75 euro. Diciamo che in media vengo pagato 65 euro per ogni giorno di guida, ma ogni mese è diverso. Non sappiamo il perché, ma lo stipendio cambia sempre. A fine mese, normalmente, guadagno più o meno 1.200 euro.
Tu o i tuoi colleghi avete mai chiesto spiegazioni in azienda?
Si ma i dirigenti non rispondono mai, c’è sempre una scusa. Una volta ti dicono che l’addetta alle buste paga è troppo presa, un’altra volta è in vacanza. Ci viene detto che tutti i conti saranno saldati di persona in ufficio, ma non ci passiamo spesso.
Quando sei passato in ufficio ti è stato pagato tutto?
No. Sono passato dall’ufficio solo una volta ma non mi hanno pagato tutto, mi mancano 800 euro circa. Secondo loro va tutte bene e non credo che mi verranno mai pagati.
Come avvengono i pagamenti? Ricevete una busta paga con tutti i dettagli?
No, non riceviamo niente. Solamente i soldi sul nostro corrente, nessuna busta, nessuna spiegazione, nessun cedolino. I pagamenti avvengono sue volte al mese, il primo importo è variabile mentre il secondo è fisso a 500 euro. Il problema è sul primo pagamento, quello variabile. A volte ci troviamo 300 euro, a volte 400 euro, ci sono trattenute che non ci vengono spiegate in nessun modo e non c’è nulla che possiamo fare. A volte trattengono una parte dello stipendio per il consumo eccessivo di gasolio o per danni al camion, ma spesso sono cifre esagerate o ingiuste.
Per esempio?
È capitato che trattenessero 500 euro per un graffio al camion, un danno irrisorio da poche decine di euro. Oppure che trattenessero 200 euro per variazioni di pochi chilometri sul percorso da loro stabilito, ma molto spesso la rotta che ci viene indicata è sbagliata. Il percorso che viene calcolato dall’ufficio non è sempre corretto. A volte ci mandano in strade chiuse o in strade troppo piccole per un camion come il nostro, per cui rischiamo di danneggiare il trattore, il rimorchio o altre auto e tutti i danni ci saranno addebitati. Non usiamo strade adatte, i camion sono limitati a 85 km/h e spesso i dirigenti evitano di mandarci in autostrada. Scelgono semplicemente il percorso più breve, che a volte obbliga a passare su strada piccole o in centro paese. In questo caso chiamiamo il nostro dirigente, che ci dice solamente di seguire il percorso indicato o di mandare fotografie del problema. Non sempre riesco a mandare fotografie, perché sto guidando. Quando finalmente riesco a ottenere l’autorizzazione, posso deviare dal percorso stabilito e scegliere un percorso più adatto. Una volta ho deviato di circa venti chilometri e dall’ufficio mi hanno dedotto 200 euro con la scusa che la deviazione non era stata autorizzata. Hanno cancellato tutti i messaggi al mio dirigente e, secondo loro, non avevo informato nessuno del cambiamento di rotta. Se l’errore è il mio è giusto che sia io a pagare, ma questi non sono sbagli dell’autista.
Qual è la trattenuta più alta che ti è stata fatta?
1.500 euro. È stato per un danno al camion, durante i primi giorni di guida. Il problema è stato causato dalla mancanza di formazione. Ero alla guida con un collega, anche lui arrivato in Europa da qualche giorno. Non avevamo ricevuto abbastanza formazione per affrontare quella situazione e così abbiamo danneggiato il mezzo, che è dovuto andare in officina. Abbiamo aspettato una settimana intera che il mezzo venisse riparato e poi l’azienda ci ha inviato un secondo camion. Io ho ripreso la marcia con il camion riparato e il mio collega è ripartito con il secondo. In quel momento è terminato il mio periodo di affiancamento, che è durato solo tre giorni e si è svolto con un autista che aveva la mia stessa esperienza. Da lì in poi sono stato solo.
Visto che sei spesso da solo, se dovessi stare male o se ti servissero cure mediche, sapresti come fare?
Ho pagato un’assicurazione sanitaria, l’agenzia e l’azienda ci hanno chiesto di farlo. Però non ci hanno spiegato niente, per fortuna io e i miei connazionali parliamo molto. Ci scambiamo consigli, gli autisti che sono qui da più tempo hanno imparato e ci spiegano come muoverci. Quando abbiamo problemi, non chiediamo all’azienda ma parliamo tra noi. Ci si aiuta. Nessuno risponde in azienda, nemmeno per problemi operativi.
Come risolvi i problemi che incontri mentre lavori?
Da solo o con l’aiuto dei colleghi. Per esempio, a volte i magazzini vogliono che siano gli autisti a caricare la merce sul rimorchio. La prima volta che mi è capitato, ho chiamato in ufficio e il manager mi ha risposto che non era un suo problema e che mi sarei dovuto arrangiare. Ho imparato che in questi casi devo caricare il camion da solo. E’ capitato che caricassi da solo anche merce pericolosa. Ho la licenza Adr, ma non dovrei caricare la merce.
Hai mai pensato di cambiare azienda? Se volessi farlo, saresti libero di cercare un altro lavoro?
Ora sono libero e infatti sto cercando un altro posto di lavoro. Per i primi sei mesi è impossibile cambiare lavoro. Ti costerebbe troppo, circa 320 euro per aggiornare tutti i documenti. Inoltre le aziende, per assumere un autista, richiedono almeno sei mesi di esperienza oppure una lettera di raccomandazione dall’attuale datore di lavoro. Ovviamente la tua azienda non firmerà mai le tue referenze, per cui l’unica alternativa è tenere duro e fare esperienza. Io ho già maturato più di sei mesi di lavoro e al momento sto parlando con tre aziende, spero che una di queste mi assuma.
Se potessi tornare indietro nel tempo, verresti ancora a lavorare in Europa?
Beh, si. Avevo la speranza di trovare una situazione migliore, non è come mi aspettavo, ma è comunque meglio del mio Paese. Si guadagna di più, anche per via del cambio favorevole, e riesco a inviare dei soldi a casa.
Che cosa consiglieresti ad un tuo connazionale che vuole lavorare come autista in Europa?
Gli consiglierei le aziende migliori in cui lavorare. Ci sono aziende serie, che trattano bene gli autisti, che pagano il giusto, che hanno a cuore la tua situazione, che concedono permessi, che ti permettono di vedere la tua famiglia. Gli consiglierei di venire ma nelle aziende migliori.
Marco Martinelli