Il 31 marzo 2025 l’assemblea dei soci della società Interporto di Bologna ha rinnovato il del Consiglio di amministrazione. Alla guida ha nominato l’avvocato Stefano Caliandro, che assume la carica di presidente, affiancato dall’avvocata Anna Masutti in qualità di vicepresidente e da Mirco Querzà come consigliere. "La nostra infrastruttura dovrà diventare sempre più un punto di riferimento per la logistica sostenibile", ha dichiarato il nuovo presidente. "Punteremo a incentivare l’intermodalità, riducendo progressivamente l’utilizzo esclusivo del trasporto su gomma e favorendo una maggiore integrazione con la rete ferroviaria e il porto di Ravenna. Sarà cruciale, inoltre, perseguire obiettivi condivisi con altri attori del territorio, costruendo sinergie di lungo periodo".
Nel solco del Piano Strategico 2024-2032, l’interporto intende promuovere un modello di crescita compatibile sia con l’ambiente sia con le esigenze sociali. Tra i capisaldi del programma vi sono lo sviluppo del trasporto ferroviario merci, la transizione energetica dell’infrastruttura e il rafforzamento delle relazioni industriali improntate all’etica e alla trasparenza. L’assemblea ha anche approvato il bilancio d’esercizio 2024, che registra una perdita di 1.668.802 euro al netto delle imposte, a fronte di un valore della produzione pari a 13.211.498 euro. Un dato che, pur negativo, secondo la società rientra nella traiettoria delineata dal piano industriale: si tratta infatti di una fase di investimento, finalizzata al consolidamento del business e alla realizzazione di nuove infrastrutture e servizi.
Stefano Caliandro è nato il 26 gennaio 1975 a Ceglie Messapica (Brindisi) e si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna nel 1999 con il massimo dei voti e lode. La sua tesi, supervisionata dal Prof. Giorgio Ghezzi, si concentrava su tematiche innovative come la riduzione dell'orario di lavoro e l'occupazione in prospettiva comparata tra Italia e Francia. Nel 2003 ha conseguito un dottorato di ricerca in Diritto del Lavoro e delle Relazioni Industriali presso lo stesso ateneo, approfondendo il tema del lavoro a tempo parziale. Durante la sua carriera accademica ha ottenuto diverse borse di studio post-dottorato, dedicandosi a ricerche su argomenti cruciali come il collocamento dei disabili e la legislazione antidiscriminatoria.
Caliandro esercita la professione legale presso il Foro di Bologna, collaborando con lo studio del professor Piergiovanni Alleva, uno dei massimi esperti di diritto del lavoro in Italia. Parallelamente, è professore a contratto in Diritto del Lavoro presso l'Università di Bologna, dove insegna anche nelle sedi di Rimini e Ravenna. Ha collaborato con alcune riviste giuridiche italiane, come Rivista Italiana di Diritto del Lavoro e Lavoro e Diritto, ed è stato coinvolto in numerosi progetti di ricerca su temi legati al mercato del lavoro, alla contrattazione collettiva e alla discriminazione.
La carriera politica di Stefano Caliandro si è sviluppata principalmente a livello locale. Nel 2009 è stato eletto consigliere provinciale nel collegio Bologna-Fossolo, diventando poi presidente del Consiglio Provinciale dal 2011 al 2014. Ha inoltre guidato il gruppo consiliare del Partito Democratico fino al 2011. Oltre all'attività politica, Caliandro ha ricoperto ruoli significativi in ambito sociale e culturale: è membro della Consulta Nazionale della Cgil, del Consiglio Direttivo dell’Istituto Gramsci Emilia-Romagna e del Consiglio di amministrazione della Fondazione Aldini Valeriani.