L’industria dei beni di largo consumo (Fmcg) sta attraversando una fase di profondi cambiamenti: aumenti dei costi operativi, normative ambientali più stringenti e consumatori sempre più esigenti hanno messo sotto pressione le catene di approvvigionamento tradizionali. In questo contesto complesso, le imprese hanno iniziato a esplorare soluzioni innovative per garantire efficienza e continuità. Tra queste, il modello logistico just-in-time, pur non essendo nuovo, si è imposto come risposta alla necessità di maggiore rapidità e flessibilità. Ma questo stesso modello comporta nuovi punti critici: ritardi o imprevisti in una fase della catena logistica possono causare interruzioni a cascata, mettendo a rischio l’intero flusso operativo. È in questo scenario che la tecnologia logistica abilitata dall’intelligenza artificiale sta emergendo come un alleato strategico. Philipp Pfister, Sector Vice President di Transporeon, spiega come può farlo.
Pfister spiega che l’intelligenza artificiale può intervenire in tre modi. Il primo consiste nel miglioramento dei percorsi e gestione proattiva dei flussi. Le moderne tecnologie di mappatura consentono infatti una rappresentazione dettagliata dei percorsi logistici, integrando orari di apertura dei magazzini, tipi di accesso disponibili e caratteristiche dei veicoli. Questo livello di dettaglio permette una pianificazione precisa, evitando consegne anticipate o ritardi. L’integrazione di dati sul traffico, storici e in tempo reale, consente poi di prevedere i tempi di percorrenza con maggiore affidabilità e di inviare avvisi per modificare i piani in corsa, riducendo l’impatto di eventuali interruzioni.
Il secondo modo riguarda l’integrazione fluida delle informazioni tra piazzale, magazzini e vettori terzi. Le piattaforme digitali basate su infrastrutture condivise permettono di eliminare silos informativi, migliorare la comunicazione tra gli attori e fornire una base dati solida per addestrare i modelli predittivi. Ciò consente all’intelligenza artificiale non solo di anticipare interruzioni, ma anche di proporre soluzioni, migliorare l’uso delle risorse e guidare decisioni automatizzate.
Il terzo modo coinvolge l’automazione dell’approvvigionamento dei trasporti, che tradizionalmente è lento e soggetto a errori. Questo processo è oggi profondamente modificato dall’automazione. Grazie all’intelligenza artificiale, si può passare da ore a pochi minuti per assegnare i carichi, ottenendo prezzi più competitivi, riducendo i costi amministrativi e rispondendo con prontezza alla domanda fluttuante. Questo è particolarmente rilevante in un settore dove la capacità di adattarsi rapidamente è cruciale.
Per Pfister la direzione è chiara: i dati in tempo reale diventano l’elemento fondante di una logistica moderna e reattiva. Investire in soluzioni scalabili e interoperabili permette di strutturare una base informativa normalizzata, essenziale per generare confronti e identificare tendenze. La cosiddetta intelligenza artificiale generativa, sfruttando questi dati, può individuare modelli nascosti, confrontare l’efficienza tra magazzini o tratte e suggerire miglioramenti operativi concreti.
In definitiva, conclude Pfister, la forza della catena di approvvigionamento Fmcg di domani dipenderà dalla capacità delle aziende di innovare oggi.
L’adozione dell’intelligenza artificiale non è solo un’opportunità tecnologica, ma una leva strategica per migliorare visibilità, velocità e reattività. Automatizzare i processi, prevedere le criticità e ottimizzare le risorse diventa una condizione necessaria per affrontare le sfide del mercato e restare competitivi. Collaborazione, digitalizzazione e lungimiranza: sono queste le direttrici su cui si costruirà il successo logistico del settore nei prossimi anni.