Il più recente rapporto bisettimanale di Alphaliner, relativo alla prima metà di febbraio 2025, rileva che la flotta globale di portacontainer inattive ha un livello molto basso, con una capacità inferiore a 200mila teu, pari allo 0,6% di quella mondiale (31 milioni di teu). Ciò conferma che i vettori stanno mantenendo operativo il maggior numero possibile di navi, come risposta a un’elevata domanda causata dal contesto geopolitico.
Un elemento primario che incide su questa dinamica è l’aumento delle distanze medie di navigazione, dovuto alla crisi del Mar Rosso che ha dirottato le navi verso il Capo di Buona Speranza. Le rotte allungate hanno determinato nel 2024 un aumento delle tariffe di trasporto, incentivando le compagnie a ridurre al minimo le navi ferme. La pausa per il Capodanno cinese e la tregua provvisoria tra Israele e Hamas non hanno, almeno per il momento, prodotto un impatto significativo sul commercio marittimo globale.
È vero che nelle due settimane rilevate da Alphaliner, il numero totale di navi inattive è aumentato di sei unità, raggiungendo quota 71, però in termini di capacità l'incremento si è rivelato marginale, pari a soli 5.228 teu. Un dato che conferma la tendenza registrata nell’ultimo anno, durante il quale la flotta inattiva è rimasta stabilmente al di sotto dell’1% della capacità totale.
Parallelamente, cresce il numero di navi ferme in cantiere, che ha raggiunto quota 170 unità per una capacità complessiva di 731.872 teu. Si tratta del livello più alto degli ultimi tre mesi e mezzo, ma non è considerato eccezionale, perché molti vettori stanno approfittando della tradizionale fase di rallentamento successiva al Capodanno cinese per sottoporre le proprie navi a manutenzione o adeguamenti tecnici.
Bisognerà però vedere se nel corso del 2025 la flotta inattiva aumenterà. Ci sono alcuni elementi che propendono per questa ipotesi. Se reggerà la tregua di Gaza, le portacontainer potrebbero tornare a viaggiare attraverso il Canale di Suez, riducendo così i tempi di percorrenza e quindi la necessita di stiva. Inoltre, quest’anno dovrebbero entrare in attività nuove navi, spingendo le compagnie a fermare quelle più vecchie o più piccole. Infine un’eventuale guerra commerciale causata dai dazi statunitensi potrebbe ridurre i volumi delle merci in viaggio sulle rotte oceaniche.