Il porto di Gioia Tauro si conferma un nodo cruciale non solo per i flussi commerciali legittimi, ma anche per i tentativi delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nei circuiti della logistica internazionale. L’ultimo episodio, avvenuto il 28 marzo 2025, ha portato al sequestro di un’enorme partita di cocaina pura: 1.170 chilogrammi intercettati grazie a un'operazione congiunta tra il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane. Il valore stimato del carico, una volta immesso sul mercato, avrebbe superato i 187 milioni di euro. Si tratta di uno dei sequestri più ingenti degli ultimi dieci anni nello scalo calabrese, che dall’inizio del 2025 ha già visto intercettare oltre due tonnellate di cocaina.
Il successo dell’operazione nasce da un piano d’intervento articolato e capillare, predisposto su tutta l’area portuale. Le attività di intelligence, coordinate tra forze di polizia e operatori doganali, si sono concentrate sull’individuazione dei container potenzialmente a rischio tra le migliaia movimentate quotidianamente. Nel dettaglio, l’attenzione si è concentrata su undici container sospetti, provenienti da un porto del Brasile meridionale e diretti a una società con sede a Reggio Calabria, dopo aver fatto scalo in Spagna. I controlli, eseguiti con l’impiego delle apparecchiature scanner delle Dogane e con la collaborazione delle unità cinofile della Guardia di Finanza, hanno permesso di scoprire un migliaio di panetti di cocaina nascosti all’interno di sacchi di materiale combustibile.